I recenti sviluppi di politica economica e monetaria hanno finito con lo sgretolare le ultime certezze a cui rimanevano ancorati gli investitori più ottimisti, quelli che, sulla scia delle previsioni dei grandi analisti ed economisti di livello internazionale, dopo un lungo periodo di digiuno dei guadagni, erano convinti che a breve sarebbe cominciata la lunga onda di risalita degli strumenti finanziari da cavalcare immediatamente. Ed è proprio questo tipo di investitori ed il loro comportamento che rappresenta, in modo più veritiero e senza sofisticazione alcuna, il punto in cui si trova esattamente l’umore dei mercati
Oggi in sostanza non ci si domanda dove sia più opportuno o sicuro investire i propri risparmi, ma soltanto se vale la pena investirli in conti deposito o Pronti contro termine, dove da una parte si hanno dei rendimenti di poco superiori all’inflazione reale, e dall’altra imposte e tasse che finiscono con l’erodere quasi completamente il piccolo margine di guadagno residuo. Senza tralasciare lo spauracchio della patrimoniale che tra decine di provvedimenti inefficaci messi in campo dal Governo potrebbe diventare prima o poi l’ultima spiaggia a cui aggrapparsi per far quadrare definitivamente il bilancio dello Stato. Fino a qualche anno fa la soluzione infatti sarebbe stata rappresentata semplicemente dallo spostamento dei capitali in investimenti immobiliari, per poi smobilizzarli nel momento in cui il mercato finanziario avesse ripreso ad ingranare.
Oggi tuttavia questa ipotesi non presenta alcuno spunto di appetibilità, dal momento che i prezzi degli immobili in Italia in particolare, ed in Europa in generale, sono rimasti a livelli eccessivamente elevati creando uno squilibrio tra il lato dell’offerta e della domanda, ed assottigliando le possibilità di redditività costituite dalle possibilità di rivalutazione. Il fatto che l’investimento immobiliare in Italia si dimostri attualmente come un pessimo affare non implica che lo sarebbe anche altrove. Quindi si tratta solo di trovare i mercati che garantiscono buoni livelli di rivalutazione, buone prospettive di ritorno economico sotto forma di reddito di locazione, e possibilmente un regime di tassazione favorevole.
E’ fuori discussione che si tratta di tre situazioni indispensabili per poter definire un investimento ‘sicuro’. Da questo punto di vista l’esperienza pluriennale maturata dalla nostra società nei mercati immobiliari mondiali si presenta estremamente preziosa sotto un duplice aspetto: da una parte funziona come ulteriore garanzia dando prova degli ottimi risultati ottenuti in un arco temporale ampio, e dall’altra permette di individuare le realtà immobiliari che garantiscono i migliori investimenti. Un mercato estremamente interessante, è quello degli Stati Uniti, dove il prezzo degli immobili è molto più basso rispetto al loro reale valore, concedendo la possibilità di ottenere elevati tassi di rivalutazione in tempi abbastanza brevi, soprattutto in Stati come la Florida che hanno inserito una serie di incentivi e un sistema fiscale agevolato per i capitali esteri.
Ovviamente l’investimento immobiliare non deve prescindere dalle possibilità di rendita legate ai canoni di locazione, ed è sufficiente trovare soluzioni adatte, sia come ubicazione che come tipologia, alla forma più remunerativa, rappresentata dagli affitti brevi. A Miami tramite la soluzione delle Boutique Residence si riescono a centrare entrambi gli obiettivi, con possibilità di rendita annua superiori al 7% che possono arrivare addirittura al 10-12%. Tra l’altro la nostra società offre una consulenza gratuita, perfettamente personalizzata e completa, che segue ogni fase dell’investimento dall’acquisto alla gestione degli affitti, ad ogni tipo di assistenza amministrativa, legale e fiscale, oltre che a offrire un puntuale e chiaro report dello stato dei rendimenti.








